La fattoria “Il Muro” della Famiglia Pancaro appartiene alla nostra famiglia da più di 200 anni e grazie alle favorevoli condizioni ambientali, è da sempre vocata alla viticoltura.
…E il mio labbro profanato
Si purifichi, s’immerga,
Si sommerga
Dentro un pecchero indorato,
Colmo in giro di quel vino
Del vitigno
Sì benigno,
Che fiammeggia in Sansavino;
O di quel che vermigliuzzo,
Brillantuzzo
Fa superbo l’Aretino,
Che lo alleva in Tregozzano,
E tra’ sassi di Giggiano.
Sarà forse più frizzante,
Più razzente e più piccante,
O coppier, se tu richiedi
Quell’Albano,
Quel Vaiano,
Che biondeggia,
Che rosseggia
Là negli orti del mio Redi…
“Bacco in Toscana” – Francesco Redi – 1685
La casa padronale, già presente al primo catasto Lorena del 1804, e i terreni sono collocati su terreni collinari degradanti dolcemente verso la pianura valliva del torrente Castro, e offrono scorci paesaggisitici di grande bellezza e varietà, ora verso l’Alpe di Poti, sovente innevata nei mesi invernali, ora verso le colline di Cognaia o Poggio Mendíco, ora sul laghetto del Galioffo. Gli stessi nomi dei luoghi sono testimonianza della storia locale ed evocano il ricordo dei suoi antichi abitanti “rustici”. Anche il nome della strada “Conserve” è storia aretina importante. La strada corre infatti lungo l’antico acquedotto progettato dal Vasari e realizzato nel 1600 dal suo allievo, Raffaello di Pagni, che portava l’acqua dalla valle di Cognaia alla fontana di Piazza Grande, per dissetare la città. Ancora oggi nei campi lungo la strada si vedono piccoli edifici di architettura rinascimentale che sono le antiche conserve di acqua a coperture dei pozzi.
Durante il periodo dell'appoderamento mezzadrile nell'aretino la Signorina Pancaro — “Zia Maria” per tutti i componenti della nostra famiglia — affatto impaurita di essere una donna nubile nel mondo agricolo di inizio secolo, composto prevalentemente da uomini, gestì superbamente la nostra fattoria per molti anni.
Ancora oggi la famiglia e i più anziani tra i nostri vicini di casa ricordano “la Signorina” come esempio di dedizione, serietà e amore per la propria terra.La Signorina Maria è diventata dunque nel tempo un personaggio quasi mitico della zona, tant’è che ben presto il lago aziendale, progettato a inizio secolo proprio da suo fratello, Ing. Alessandro Pancaro, prese il nome gergale di “Lago della Panchera” in onore dell’allora proprietaria, e ancoraoggi è conosciuto con tale nome, presente persino nella cartografia ufficiale più recente.
A partire dai primi anni ’70, l’azienda ha subito notevoli migliorie da parte dell’allora proprietario, il Dottore Agronomo Francesco Pancaro, il quale, con lungimiranza, decise di avviare un’opera di modernizzazione specializzandosi nell’attività vitivinicola.Tale opera oggi prosegue grazie all’entusiasmo e all’amore per la natura della Famiglia Pancaro, ma principalmente di suo figlio Federico Pancaro, anch’egli agronomo. Federico si impegna a mantenere salde le antiche tradizioni e il rispetto dell’ambiente, consapevole che questi sono gli ingredienti “segreti” che determinano l’elevata qualità dei propri prodotti.In quest’ottica, le sole uve aziendali sono vinificate nella propria cantina, con il supporto di attrezzature innovative.



